Corsi nel Cassetto

L’armocromia è una scienza che, in base alla combinazione cromatica di pelle, occhi e capelli, definisce la nostra palette di colori “amici”, ovvero la gamma di colori che, indossati, ci fanno apparire più belli, regalano brillantezza agli occhi e luminosità all’incarnato.

I colori “nemici”, invece, opacizzano l’incarnato, spengono la sguardo, evidenziano i difetti come occhiaie, rughe di espressione, discromie.

Lo scopo dell’armocromia è stabilire delle linee guida che ci aiutino o orientino nelle scelte cromatiche, sia per l’abbigliamento, sia per il make up, in modo da ottenere una valorizzazione della nostra immagine.

È pur vero che alcune persone sono naturalmente dotate di un buon “occhio”, altre hanno bisogno di qualche suggerimento da seguire. Cosa non meno importante, la valorizzazione estetica ha un forte impatto psicologico, conferendo una maggiore sicurezza e fiducia in se stessi, facilitando il cambiamento o il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Concettualmente, l’armocromia non è una novità poiché si basa sulla teoria del colore elaborata nel XIX secolo, col discorso dei colori caldi e freddi, chiari e scuri, brillanti e smorzati.

Tuttavia, i primi veri e propri studi sull’armocromia risalgono agli anni ’80, e il principale manuale di riferimento è Color Me Beautiful di Carole Jackson, pubblicato negli Stati Uniti proprio nel 1980. Tale manuale proponeva la suddivisione dei diversi tipi cromatici in quattro macrogruppi, corrispondenti alle quattro stagioni, proponendo una palette di trenta colori amici per ogni stagione di riferimento.

Armocromia: su cosa si basa?

L’armocromia si basa sulla teoria del colore e sul principio della ripetizione. Ovvero, una volta identificate le caratteristiche cromatiche di una persona, occorre rispettarle e ripeterle in tutto ciò che è a contatto diretto col viso, cioè il trucco, il colore dei capelli, gli accessori, l’abbigliamento.

L’effetto a cui si mira è, appunto, un’armonia cromatica, con colori che si armonizzano sia con le caratteristiche cromatiche di una persona, sia tra loro, senza produrre effetti “disarmonici”.

Esempi indicativi delle quattro stagioni cromatiche

Prima di esaminare le stagioni nel dettaglio e descrivere come avviene l’attribuzione a una precisa stagione, ecco degli esempi, per ora solo generici e indicativi, per rendere evidenti le differenze cromatiche tra le quattro stagioni:

PRIMAVERA: Chiara Ferragni, Sharon Stone

ESTATE: Claudia Schiffer, Bianca Balti

AUTUNNO: Jennifer Lopez, Julia Roberts

INVERNO: Monica Bellucci, Kim Kardashian

Quali sono le caratteristiche cromatiche individuali?

Le caratteristiche cromatiche individuali sono quattro:

SOTTOTONO O TEMPERATURA: caldo o freddo.

Si tratta della colorazione – di tonalità calda (tendente al giallo) o fredda (tendente al rosso) – dello strato meno superficiale della pelle. Il sottotono è determinato da una serie di fattori chimici, come l’emoglobina o il carotene.

VALORE O TONO: chiaro, medio, scuro.

Il valore della pelle è determinato dalla quantità e la qualità dell’emoglobina. Il valore fa riferimento alla luminosità, ovvero a quanto un colore è chiaro o scuro, a prescindere dal fatto che sia caldo o freddo. La quantità di bianco o nero presente nel colore ne determina la luminosità. Senza considerare il colore specifico di occhi e capelli, nella valutazione del valore occorre concentrarsi sul complesso cromatico di una persona: quanto questo risulta chiaro o scuro?

INTENSITA’ O BRILLANTEZZA: forte o attenuata.

L’intensità fa riferimento al grado di saturazione del colore, ovvero ci dice quanto il colore sia carico e deciso. I colori intensi sono anche detti “puri”, dal momento che conservano un alto grado di brillantezza non essendo né sporcati né attenuati. Gli elementi che rendono i nostri colori personali più intensi sono i capelli molto scuri o molto lucidi, oppure la pelle particolarmente liscia e radiosa, non importa se chiara o scura. Altro elemento molto importante è la brillantezza degli occhi, indipendentemente dal colore chiaro: occorre che gli occhi siano visibili da lontano.

CONTRASTO NEL MIX PELLE-OCCHI-CAPELLI: alto, basso.

Quando abbiniamo tra loro dei colori che hanno un diverso valore, ovvero un colore più chiaro con uno più scuro, otteniamo un contrasto cromatico. Il contrasto è tanto più alto quanto più sono estremi i due colori in termini di chiaro/scuro. Pertanto, il contrasto più alto è quello tra bianco e nero. Il contrasto è una variabile indipendente da valore, sottotono e intensità dei colori in questione. Anche noi abbiamo un contrasto dato dalla comparazione di pelle-occhi-capelli.

Attenzione! Si tratta di variabili tra loro indipendenti.

Se vi ho incuriosito vi invito a frequentare il mio corso di “Trucco base”, che, oltre alle esercitazioni pratiche sulle tecniche di make up, prevede anche una sezione di armocromia con l’effettuazione di analisi armocromatiche con la tecnica dei drappi.

[vc_message icon_fontawesome=”fa fa-user”]Approfondimento a cura di Elisa Picco. Da sempre appassionata di moda e disegno, nei primi mesi del 2016 ho deciso di dare maggiore spazio e concretezza a quello che fino ad allora era stato solo un hobby, frequentando un corso di trucco correttivo e abbellimento presso l’istituto MBA – Making Beauty Academy di Milano, una delle scuole più importanti e conosciute nel settore. Ho quindi iniziato a fornire consulenze ed effettuare trucchi a richiesta, i miei lavori possono essere visionati alla mia pagina Facebook indicata She walks in beauty – Make up by Elisa.[/vc_message]